lunedì 17 luglio 2017

Giuseppe Meluccio e il suo "Enigma cosmico"

Dopo Ilaria Vassallo, ancora un giovane poeta che sa già il fatto suo: Giuseppe Meluccio. Ci fa piacere ospitarlo in questa rubrica, riportando alcuni versi tratti dal suo libro "L'enigma cosmico", Collana Opera Prima (diretta e curata da Rita Pacilio), Edizioni La Vita Felice, Milano, 2017. Anche Giuseppe, nato a San Gennaro Vesuviano in provincia di Napoli,  è uno studente dell'ultimo anno del Liceo Scientifico Medi di Cicciano, e ha frequentato il Laboratorio di Poesia di Carlangelo Mauro.
Dicevamo che anche Giuseppe, con questa sua prima raccolta poetica, dimostra di possedere un buon talento letterario, essendosi cimentato nell'ideare e poi costruire in versi questo "Enigma cosmico", mutuando dal mondo scientifico gli argomenti e i termini adatti per progettare il suo dire poetico. La sua è quindi una poesia che trae ispirazione e addirittura si fonda sui misteri del Cosmo, per riportarli e riplasmarli nel quotidiano.
Lasciamo ora ai nostri lettori affezionati l'opportunità di approfondire il dettato poetico di questo nostro giovane amico, invitandoli ad esprimere qualche eventale gradita riflessione.


Lunule

C'è nelle lunule
tutta la memoria
e ivi prolifica
stormendo
il tempo

Nel freddo temporale
la matrice accumula
reliquie ancestrali
ed eoni di futuro

Vibrano le lunule
in arcano silenzio

Abbacinanti
riverberi di realtà
la sdrucciolante Luna
ingloba sottopelle
inducendo sangue magma
catalizzando slanci vitali

Dissotterra
dai bianchi abissi
la risposta

Orifizi traboccanti
di Big Bang

C'è nelle lunule
tutto

Filigrana dell'universo

(Da "Palingenesi")

***

Il freddo della distanza

Distanze tra atomi, distanze tra mondi.

Il vuoto ghiaccia il silenzio
del travaglio,
trema immoto il cuore sperduto.

Cieco guardo con occhi chiusi.

Il silenzio ghiaccia il ricordo
del contatto,
spirato tacito nel fiele del timore.

Così ritraggo il pensiero
mentre mi stringono
le spine della realtà
e mi straziano

(Da "Inflazione")

***

Battimenti

Oltre la luce si incontrarono
al di là della coerenza dei limiti

Il mio tempo arrivò già vecchio
il tuo tempo giunse senza specchi
su sottili sentieri di pelle
carico inverosimilmente di leggerezza

E per millenni gareggiarono
nelle curvature di un istante
piegandosi in traiettorie impossibili
dissolvendo i vincoli della materia
ardenti come il bacio del mistero
illuminarono galassie di pensiero
corsero tra strettoie di passato e futuro
e albe di potenza
corsero l'uno nell'altro

Solo adesso mi accorgo che
c'è un mare nell'orologio
e le nostre onde
non generano caos
ma battimenti di vita

(Da "Contrazione")

 ***

Ciò che sfugge ai sistemi di rilevazione

La solitudine della particella
è un'illusione:
siamo un
tessuto di energia.

Aggregati di senso
nella catena del divenire,
sorti da dadi
non casuali
di materia
per non morire mai.

Siamo l'eredità
che permea il cosmo,
siamo noi l'energia oscura.


(Da "Apocatastasi")


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