giovedì 13 giugno 2013

La poesia di Anna Ciufo

Riprendiamo le presentazioni di poeti e poetesse che con la loro intensa ed impegnata attività letteraria lasciano un'impronta davvero significativa nel nostro percorso artistico e culturale attuale, così variegato e a volte anche difficoltoso, ma sempre e comunque meritorio e degno di rispetto.
E' la volta dunque di Anna Ciufo, persona sensibile e poliedrica, artista completa e originale, in quanto i suoi interessi e la sua attività spaziano dalla poesia, alla pittura, alla promozione culturale.
La sua poesia è di rilievo, appare eterea ma nello stesso tempo carica di energia, energia che ella richiama, evoca, soprattutto dalla natura, dal cosmo. E' un canto che si struttura partendo dalle dimensioni terrene, per poi proiettarsi verticalmente in alto, "spogliando" la natura del suo gravame e rivestendola con soffici panni di luce. Caratteristiche, queste, che si possono notare anche nelle sue originali composizioni pittoriche.

Lasciamo ora il campo ai nostri affezionati lettori, i quali sapranno sicuramente aggiungere qualche altra gradita riflessione sulle poesie di Anna Ciufo riportate qui di seguito.

Fiume

- Forte, più forte - gridava il fiume,
le mani piantate nei fianchi
dove l'acqua si gonfiava dimenandosi,
puntava il piccolo fosso fra le rocce bianche,
penetrava sfrontata in cerca di un'estasi salvifica.
E noi fummo gocce,
                    e terra
                    e pietre,
sotto gli scrosci e il tremulo verde
delle piante specchiate.
Feriti, lavati, lacerati dalla piena che si levò
in gorgoglìi di trine
verso dita di salice.
Fummo dolore, ebbrezza,
parole di colla e frammenti divini,
sciami di neve agli inguini
e poi fuoco.

Sanguigna

E' qui che sgocciola il duemilacinque,
in questi giorni da calpestare ancora
con impeto consueto
e una maschera di dolcezza,
sotto un cielo che illividisce e pesa
e già s'inverna di bava bianca sulle cime-guglie
della nostra immensa cattedrale di terra.
Sfuma in respiri asmatici,
agonizza dietro un fianco di luna l'anno terminale,
con rapidi sussulti vitali
in attimi impregnati di uno sguardo che ravviva
e proietta nel futuro, in un mattino spezzato.
Le prove di cenere e carbone
hanno passi di sanguigna, a tratti.
Basta un colpo di spugna.

Incipit

Morbido il guscio che richiama alla terra
in macchie sfrangiate,
scotomi flosci e cangianti;
ed ecco la lesione,
il primo odore vago d'erba umida,
il respiro penetrante, avido d'ossigeno.
Poi tutto si spacca, si sfalda,
il corpo esplode al mondo
e già rimpiange l'amniotico silenzio.
Gli specchi, l'acqua,
la voce che avvolge e compensa,
la mano calda che imprime l'istante dell'inizio.
Si aprono le danze già frenetiche,
al ritmo di una polca senza fiato.

La voce al cielo

La ninfèa galleggiava sul suo letto d'acqua,
separava i giorni dal dolore
e pietre mascheravano il viaggio ambito,
la speranza raccolta nel pugno
stretto più della gola.
Lì sognava steli d'ombra
e schiaffi di pioggia,
la mano incurante che la recidesse.
Spinsi la voce al cielo a estorcere promesse
ma già pronto era il Golgota,
nitido, perentorio come un dono,
come il filo che cuce la sera.

(Poesie tratte dal volume "Katana", Spring Edizioni, Caserta).

***

Divenimmo presto schiavi
quando una foglia fu eletta argine d'impudicizia.
Avvertimmo la pelle limite frustrante, guaina di ferro,
e in essa un corpo da comprimere.
Mutare, allora, fu salvezza: gonfiarsi, dimenarsi,
spaccare il velo, abbandonarlo infine.

1)
Verso di me che verso scagli, velenifera musa,
con quale verve ti avventi a vellicare
gli spazi vertebrali, con verginale tocco,
toto corde. Totem del mio tempo sei tu, dolceamara,
e non so se temere la tua ombra o tutta indossarla
toccando il fondo.

(Da "Exuvia", inserita nell'Antologia "Il Nettare e la Musa" curata da Armando saveriano, PerVersi Editori).

Anna Ciufo è nata a Formia, vive e lavora a Salerno. Ha pubblicato le raccolte di liriche "Di questi giorni parlati"e "Il timore accigliato delle pause" con l'Editore Ripostes, e "Katana" con le Edizioni Spring. La sua attività poetica è stata recensita su riviste letterarie e molte delle sue liriche sono inserite in antologie di poesia contemporanea, tra le quali, ultimamente, "Il Nettare e la Musa", PerVersi Editori, curata dal poeta e critico Armando Saveriano.
Scrive per la rivista online "Lapilli". Collabora con la Rivista Culturale "Miscellanea". E' vicepresidente del Centro Artisti Salernitani.

6 commenti:

  1. Poesia fresca, incisiva, nuova per slanci verbali e allusioni iperboliche. Tanto di umano cercato nelle cose, trasferito in animo, e oggettivato con esuberante cospirazione di metafore. Con euritmica complicità fra intimi abbrivi e corpi a contenerli.
    Nazario Pardini

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  2. queste cose sono segni di un cammino interiore...un comune senso dell'essere uomini...sorpresi...da tanta fantasia della natura visibile/invisibile che germoglia dall'anima.

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    Risposte
    1. Poesie del ciufo proprio!
      Rina

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    2. Ho lasciato che trascorressero ben otto mesi per decidermi a rispondere alla "signora" Rina: a caldo, temevo di non riuscire a controllare il mio disappunto e una certa...nausea nei confronti di una "persona" che, non avendo la capacità di motivare il suo mancato gradimento,seppur legittimo, si è limitata ad usare un'espressione veramente di basso livello! Non nascondo, peraltro, di essermi chiesta cosa ci facesse una persona così su questi "transiti poetici" che ben altra umanità dovrebbero attrarre! La storia si ripete: quante e quante persone amanti della poesia ed esse stesse poeti sono risultate, ad una conoscenza più approfondita, esseri volgari e spregevoli! E' un paradosso, lo so, ma è la verità. Ricordo alla "signora" Rina che la critica, anche se negativa, dovrebbe essere sempre costruttiva: solo in quel caso potrei accettarla e reputarla dono prezioso che possa aiutarmi a crescere! ...Ma lei, certamente, non è capace di pensare né dire altro!

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  3. Armando Saveriano dice di lei che "dipinge con le parole". Non sono un addetta ai lavori, ma conoscendo bene anche i suoi quadri potrei dire che "parla attraverso i quadri". Quindi che dire? mi sembra un'artista poliedrica, nella quale sinergicamente la linfa creativa, il magma dei sentimenti emerge a tratti alterni ora dalla bocca principale del vulcano, ora dalle bocche secondarie.

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  4. Si dice che la poesia sia l'espressione dell' anima, della propria interiorità, ma in queste liriche si denotano forme più ampie di una semplice espressione di sé . La lirica della Anna sono una constatazione sublime della realtà , quel piacevole piacere di scoprire oltre i confine aspetti che solo sguardi lontani e assetati di autenticità possono scoprire. Una visione a trecentosessantagradi che un cuore generoso e armonico è dato capace di tramutare emozioni in parole. Colore, forma, sapori di incisiva e permanente ricerca per una crescita in circolare visione. La definirei vera e non scontata, attenta e ricercata nella bellezza del mondo, anche quando esso si macchia di insulti. Ed è vero pure che tutto nasce dalla volontà matura e sincera di un animo concreto che conosce l' anima in un sasso, magari raccolto per caso, proprio perché tutto debba essere conosciuto ed amato . Marisa Annunziata

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